Reparto Incursori
Aeronautica Militare
Il RIAM (Reparto Incursori
Aeronautica Militare) è un neonato reparto speciale, basato a Furbara,
che copre quegli impieghi più strettamente legati all’Aeronautica
Militare, cioè il soccorso in combattimento (C-SAR), dove gli operatori
vengono infiltrati in territorio ostile per recuperare eventuali piloti
abbattuti e il Combat Controlling, cioè la designazione dei bersagli
in favore degli aerei che compiono incursioni sul territorio controllato
dal nemico e necessitano di team che marchino i bersagli per poi sganciare
del munizionamento guidato, questo compito si intreccia
parzialmente con quello del 185° RRAO,
solo che nel Combat Controlling si inseriscono anche missioni di direzione del
traffico aereo su aeroporti privi di infrastrutture o aviosuperfici improvvisate. Malgrado sia un nuova unità
affonda le sue radici nei reparti speciali dell’aeronautica militare che
furono istituiti nella seconda guerra mondiale, nella fattispecie il I° Battaglione
Paracadutisti e il battaglione ADRA (Arditi Distruttori Regia Aeronautica), il
primo dei 2 reparti aveva il compito di catturare aeroporti tenuti dal nemico,
questa unità, costituita nel Maggio del 1942 e comandata da Edvino Dalmas,
venne inviata in Tunisia per far fronte all’avanzata alleata, dove si distinse
durante l’azione di Djebel el-Abiod, quando fermò le colonne nemiche
che puntavano su Diserta.
L’ADRA invece aveva il compito di eseguire
complesse missioni di sabotaggio agli aeroporti e al materiale aereo del nemico,
nato nel Luglio 1942 e costituito da circa 400 elementi altamente addestrati e
selezionati operò in Nord Africa, dove nel Giugno 1943 eseguì l’ardita
operazione contro la base di Benina, dove un commando costituito da 2 soli operatori
(gli alti componenti della pattuglia furono catturati dal nemico) riuscì
a infiltrarsi nella base e a distruggere ben 25 aerei nemici. Dopo l’8 Settembre,
come molti reparti italiani, l’ADRA e il I° Battaglione si
> divisero in formazioni,
alcune delle quali supportavano l’RSI e altre che combattevano con
gli alleati nel cosiddetto “Battaglione azzurro”. Con la fine
della seconda guerra mondiale finì anche la tradizione dei reparti
speciali dell’aeronautica, fino a essere ripresa nel 2003 con la costituzione
del RIAM. Attualmente il RIAM si compone di un GOI (Gruppo Operativo Incursori),
della consistenza di circa 80 operatori, divisi in 4 squadre, da un GAI
(Gruppo Addestrativo Incursori), che si occupa della formazione, di un gruppo
SLO (Servizi Logistici Operativi) e STO (Servizi Tecnici Operativi) che
si occupano del supporto logistico, dei trasporti e delle telecomunicazioni.
L'ADDESTRAMENTO
Gli uomini aspiranti al RIAM vengono dapprima
sottoposti a rigorosi accertamenti medici e se superati con esito positivo vengono
condotti alla CE.A.PAR. di Pisa per il conseguimento del brevetto di paracadutismo
militare, in seguito c'è la frequentazione del corso 80/B (vedere in
proposito la scheda del Col
Moschin) presso il RAFOS del Col Moschin, dove avviene l'addestramento vero
e proprio e anche la maggior parte degli abbandoni.
Concluso con successo l’80/B si prosegue con un corso di paracadutismo
con tecnica TCL (Tecnica Caduta Libera) di 6 settimane al CE.A.PAR., un corso
di combattimento in ambienti ristretti ed urbani della durata di 5 settimane,
un corso basico di sci e alpinismo alla CE.ALP. di Aosta di 4 settimane e infine
un corso di sopravvivenza, evasione e fuga.
Gli incursori dell’aeronautica frequentano
anche un corso che li differenzia dalle altre forze speciali, cioè quello
per Combat Controller, che si compone di 3 fasi, una dedicata all’assistenza
terminale al traffico aereo militare su strisce improvvisate o scarsamente preparate,
un modulo FAC per il controllo aereo avanzato in missioni di attacco al suolo
(un mese a Guidonia) ed una fase GLD per l’illuminazione terminale dell’armamento
aereo a guida laser, comprensiva di una settimana di formazione teorica ed una
di tiri pratici.
Inoltre alcuni operatori frequentano altri corsi aggiuntivi, come il corso scorte
presso il GIS, il corso di immersione ARO/ARA al ComSubIn o il corso per Combat
Medic alla scuola di Pfullendorf in Germania.
AMBITO OPERATIVO
Come già detto inizialmente, i compiti
principali di questa unità sono il Combat SAR ed il Combat Controlling,
nello specifico, le missioni Combat SAR includono la ricerca, l'individuazione
e recupero di personale isolato in area ostile, come piloti abbattuti in territorio
nemico.
Il Combat Controlling, che rappresenta la ragion d’essere del reparto
incursori, infatti scaturisce dalla necessità, già avvertita in
passato, di disporre di elementi in grado di conquistare, preparare, attrezzare
e difendere piste di atterraggio o comunque superfici idonee ad operazioni aeree,
in aree remote ed in ambiente non permissivo.
I Combat Controller sono inoltre in grado
di effettuare ricognizioni speciali da attuarsi in profondità del territorio
nemico per la raccolta di informazioni su obiettivi ed installazioni aeronautiche
di particolare interesse e di procedere alla loro distruzione anche mediante la
guida terminale sul bersaglio di armamento a guida laser. Queste sono le missioni
principali affidate al RIAM, ma gli operatori svolgono anche
altri tipi di missioni più tradizionali
come
azioni dirette, volte
alla distruzione di obiettivi di rilevanza strategica
(come depositi, stazioni radar e vie di comunicazione), con incursioni e
colpi di mano, le ricognizioni speciali, che prevedono l’infiltrazione
di pattuglie da ricognizione in profondità nel territorio nemico
al fine di osservare i movimenti e la consistenza delle unità avversarie
e le evacuazioni di personale non combattente da zone di guerra o comunque
a rischio. Ulteriore compito del reparto sono le operazioni di controterrorismo,
sia nell’ambito della liberazione di ostaggi che nell’attacco
a basi di gruppi terroristi.
MISSIONI
Attualmente alcuni operatori del RIAM partecipano
alla missione Antica Babilonia in Iraq, altri dati non sono al momento disponibili.
EQUIPAGGIAMENTO
ED ARMAMENTO
Il RIAM si avvale di tutti
gli equipaggiamenti di cui dispongo le altre forze speciali italiane, ha
in dotazione le carabine M4 SOPMOD, anche con lancia granate M203, mirini
EOTech o ACOG e puntatori laser, le mitragliatrici Minimi nella versione
originale belga, pistole mitragliatrici MP5 sia nella versione standard
che in quella silenziata e PDW, le armi corte utilizzate sono le classiche
Beretta 92; attualmente il reparto ha in valutazione fucili G36K e pistole
H&K USP Tactical calibro 45. Sono in dotazione anche
alcuni modelli di fucili di precisione,
come il PSG 1, l’MSG 90 ed il Sako TRG 42, in calibro 7.62 e Lapua Magnum. Tra gli apparati elettronici sono in
dotazione visori notturni di terza generazione, radio “protette” sia
per comunicazioni a lunga distanza (anche con aerei) sia per collegamenti all’interno
del distaccamento; per le missioni FAC (Forward Air Control) i fondamentali designatori
laser, prodotti dalla Electroptics Industries Ltd israeliana, capaci di illuminare
a lunga distanza i bersagli per guidare il munizionamento a guida laser, ultimamente,
per problemi relativi al peso e alle dimensioni si sta pensando di acquistare
dei Litton GLTD II, come quelli in dotazione al GOI.
I distaccamenti del RIAM per il loro movimento solitamente usano dei VM90 modificati,
simili a quelli in uso al Col Moschin, dotati di supporti aggiuntivi per mitragliatrici,
mentre per missioni che prevedono l’inserzione via elicottero vengono usati
gli HH3F dell’Aeronautica Militare, elicotteri che sono dotati di apparati
di difesa passiva, FLIR, radar meteo e mitragliatrici; è prevista nel prossimo
futuro la sostituzione di questi elicotteri con i nuovi EH 101 in una specifica
versione per operazioni speciali.