Il battaglione Alpini Monte Cervino viene
costituito come battaglione di milizia mobile nel 1915 dal deposito del 4°
Rgt Alpini.
Alla sua costituzione il battaglione inquadra la sola 133° compagnia, integrata
poi a partire dal 1916 dalle compagnie 87a e 103a , cedute dal battaglione alpini
Aosta.
Il battaglione alpini Monte Cervino combattè a Passo della Borcola, sul
Pasubio, sul Monte Vodice e nella zona del Grappa. Per le operazioni svolte
tra la fine nel 1916 e il 1917 venne assegnata la medaglia d’argento al
Valor Militare
Venute meno le necessità d’impiego bellico, venne sciolto nel 1919.
Riprese vita nell’inverno del 1940 come Battaglione Sciatori, inquadrando
la 1a e la 2a compagnia alpini sciatori e il plotone comando. Prese quindi parte
alle operazioni di guerra sul fronte Greco Albanese. Per le operazioni svolte
su questo fronte venne assegnata la medaglia d’argento al Valor Militare.
Nel maggio 1941 viene di nuovo sciolto.
Riprese vita il 20 Ottobre 1941 con due compagnie sciatori e l’80a compagnia
armi d’accompagnamento.
Prese parte alla campagna di Russia ove si distinse particolarmente in diverse
operazioni. Per le operazioni sul fronte Russo venne assegnata la medaglia d’oro
al Valor Militare.
SELEZIONE ED ADDESTRAMENTO
L’iter addestrativo per ottenere
la qualifica “Ranger”, che è la particolarità del
reparto, dura ben 11 mesi, durante i quali gli allievi (selezionati presso i
reggimenti addestramento volontari da un apposito team) devono superare diverse
prove, a partire da una preselezione, che serve ad accertare l’idoneità
a frequentare il corso, le prove di preselezione sono le seguenti:
-almeno 5 trazioni alla sbarra
-almeno 8 piegamenti alle parallele
-almeno 20 piegamenti sulle braccia
-almeno 30 piegamenti addominali
-marcia zavorrata di 10km con zaino da 10kg (da eseguire entro 75 minuti)
Affrontate con successo queste prove il
candidato viene mandato alla CEALP di Aosta per 2 mesi, al fine di conseguire,
come tutti gli Alpini, la specializzazione di fuciliere alpino.
In seguito vi è la frequentazione del corso di paracadutismo militare
alla SMIPAR di Pisa, dove dopo 4 mesi di corso e 5 lanci con fune di vincolo
si acquisisce il brevetto.
Preso il brevetto di paracadutismo inizia l’iter ranger vero e proprio,
con un corso di 17 settimane preso il Reggimento Alpini Paracadutisti dove si
perfeziona l’addestramento individuale al combattimento, si apprendono
le tattiche combattimento delle piccole unità, con tiri a fuoco reale
e perfezionamento delle reazioni automatiche immediate.
Una settimana è dedicata all’apprendimento delle tecniche elementari
di maneggio degli
esplosivi, una all’impiego degli apparati delle trasmissioni ed una terza
al pronto soccorso ed alla traumatologia di base.
La formazione si conclude con i corsi di
addestramento montano estivo ed invernale, della durata di 8 settimane l’uno.
Durante il corso estivo si apprendono le tecniche di arrampicata e movimento
in montagna (fase 1) e combattimento in ambiente montano, superamento di ferrate
con equipaggiamento completo e vie a difficoltà crescente (fase 2).
Nel corso invernale si imparano le tecniche di sci alpino e sci alpinismo (fase1),
poi si inseriscono queste tecniche in un contesto tattico, con escursioni notturne,
esercitazioni di tiro e reazioni automatiche immediate con gli sci, organizzazione
del movimento e dei bivacchi e tecniche di sopravvivenza in ambiente innevato
(fase 2).
Concluso questo lungo percorso addestrativo
l ’allievo riceve la qualifica di “Ranger” e viene inserito
in una delle 3 compagnie operative.
Per coloro che sono gi à in
servizio nell’EI e chiedono di poter transitare in questo reparto c’è
anche un’ulteriore preselezione di 3 settimane, che comprende marce, percorsi
di guerra, percorsi su ferrate e vie attrezzate, infine ci sono dei colloqui
con personale del reparto per verificare le motivazioni dei candidati. Superata
questa preselezione l’iter addestrativo è uguale a quello del personale
proveniente dai RAV (Reggimenti Addestramento Volontari), come descritto in
alto.
Inoltre il reparto ogni anno manda
un certo numero di appartenenti a frequentare corsi di specializzazione presso
enti esteri, come la Ranger School statunitense o la scuola NATO di Pfullendorf
in Germania.
AMBITO OPERATIVO
A questo reparto sono affidate operazioni a carattere non convenzionale nell’ambito tattico operativo, come azioni dirette oltre le linee nemiche, attività di interdizione e contro interdizione, supporto alle operazioni speciali, operazioni di evacuazione di civili da zone di guerra e cattura di importanti obiettivi nemici. In caso di necessità è possibile anche utilizzarlo come unità di fanteria leggera altamente addestrata.
OPERAZIONI
Gli Alpini Paracadutisti sono stati utilizzati per la prima volta in Mozambico nel 1993, dove era in corso una guerra tra forze governative ed i ribelli della Renano, furono dispiegati in quel paese nell’ambito della missione ONUMOZ, il loro compito era di monitorare e verificare il cessate il fuoco, la separazione e la concentrazione delle forze contrapposte, la loro smobilitazione e la raccolta, stoccaggio e distruzione delle armi; inoltre, il completo ripiegamento fuori dei confini delle forze militari straniere e la smobilitazione dei militari e dei gruppi armati irregolari; attuare misure di sicurezza in favore di infrastrutture e servizi vitali, fornire sicurezza alle attività svolte dalle Nazioni Unite e dalle altre organizzazioni internazionali a sostegno del processo di pace, con particolare riguardo ai corridoi di collegamento tra il mare ed il confine del Paese.
Nel 1997 il Monte Cervino è stato
dispiegato in Bosnia nell’ambito della missione Joint Endeavur, con una
compagnia schierata a Rogatica, con compiti di pattugliamento e controllo del
disarmo delle forze che operavano localmente. Gli Alpini Paracadutisti sono
poi tornati in quel teatro nel 2000, dispiegandosi con l’intero battaglione.
Il 2002 ha visto i Ranger schierati a Kabul, nell’ambito della missione
di peacekeeping ISAF, con il compito di garantire la sicurezza dell'autorità
afghana che si è insediata a Kabul il 22 dicembre 2001 con pattuglie
e scorte a personalità del nuovo governo afghano.
EQUIPAGGIAMENTI ED ARMAMENTO
Gli Alpini Paracadutisti, già da
qualche tempo hanno dimesso gli SCP 70/90 e gli AUG (precedentemente del Col
Moschin) in favore della carabina M4 SOPMOD, ormai lo standard nelle forze per
operazioni speciali, essendo modulare, leggera e con una buona potenza di fuoco.
Sono anche in dotazione degli MP5SD, che vengono utilizzati dal plotone ricognizione.
L’arma da fianco standard è la Beretta 92, come armi d’appoggio
sono utilizzate le Minimi e la veneranda MG42, ancora usata dato che il suo
potere d’arresto è ineguagliabile.
Il reparto dispone anche di fucili di precisione, sono in dotazioni gli Accuracy
AW calibro 7.62, i Sako TRG 42 in Lapua Magnum ed i grossi Barret M95 e M82
in 12.7.
Il plotone armi di supporto del Reggimento ha in dotazione lanciatori per missili
Milan e mortai da 60mm.
Sulle armi possono essere fissati diversi accessori in dotazione al reparto,
come mirini ACOG ed Aimpoint, puntatori laser AN/PEQ 2 e DNS M 1700 (per il
lanciagranate M203).
Sono in dotazione anche visori notturni Litton AN/PVS-17 e AN/PVS-7 ad intensificazione
di luminescenza.
Per le comunicazioni sono disponibili radio
individuali Marconi Selenia PPR per le trasmissioni a breve raggio e le Thopson
TRC 350 a salto di frequenza, che saranno sostituite dalle Thales AN/PRC 148,
il top in fatto di radio tattiche.
Per il movimento delle pattuglie sono utilizzati i VM90, che saranno sostituiti
dai VTLM il prima possibile, in particolare il reggimento dispone di 5 VM90
specificamente adibiti a centri di comando mobile. Per missioni anfibie si usano
gommoni Zodiac e canoe.