
SAN DONATO (MI) - Il senatore Andrea Augello ha presentato venerdì il suo ultimo saggio, «Uccidi gli italiani. Gela 1943, la battaglia dimenticata». Il titolo del libro, uccidi gli italiani, era la parola d'ordine dei paracadutisti inglesi durante l'invasione della Sicilia nel 1943.
Gli anglo-americani misero in campo più di 180mila uomini, 1.800 mezzi da sbarco, 600 carri armati, 1.000 cannoni e 4mila aerei.
Il dispositivo militare italiano invece era precario: 180mila uomini con armi vecchie e insufficienti, truppa locale male addestrata, due cannoni ogni chilometro e un generale ripescato a 66 anni e scaraventato nel settore più esposto. Augello offre la cronaca, basata sulle testimonianze di chi l'ha vissuta in prima persona, dell'occupazione da parte degli anglo-americani.
Un momento di storia che determinò la crisi del Fascismo e pose le premesse per l'armistizio dell'8 settembre con conseguente guerra civile. Un'invasione, quella della Sicilia, passata alla storia come un evento quasi pacifico. Le cose, secondo il saggio di Augello, andarono diversamente. Le pagine del suo libro, infatti, raccontano ora per ora, la battaglia: l'accanita e determinata resistenza dei reparti italiani e tedeschi, la violenza cieca e brutale delle truppe del generale Patton. Insomma, alla faccia dei... «liberatori».
Sull'argomento ha espresso un'opinione anche l'assessora alla Cultura Rosa Carriero : «Il senatore Augello con questo saggio porta alla luce una parte di storia poco conosciuta, relativa a decisioni e scelte politiche e militari che si consumarono in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Insieme ad altri episodi eroici che hanno coinvolto il nostro esercito questo capitolo storico andrebbe riportato alla memoria nazionale»..
da Congedati Folgore